La Sessione D si propone di affrontare il problema della gestione del traffico urbano trattando quattro argomenti sui quali negli ultimi anni si è concentrata la ricerca e si è sviluppato il dibattito:
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le rotatorie stradali; |
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la moderazione del traffico; |
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la mobilità pedonale dell’utenza debole; |
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il road pricing. |
L’obiettivo che ci si propone, in questa come nelle altre sessioni del Forum, è di avviare la realizzazione di un quadro conoscitivo in continua evoluzione delle esperienze mondiali in ambiti specifici della mobilità urbana.
I risultati delle ricerche qui presentati, che hanno richiesto un notevole impegno da parte dei relatori, afferiranno ad un portale informatico per la necessaria integrazione e per il continuo aggiornamento con la prospettiva di costituire a Carrara Fiere una “vetrina permanente” di esperienze. Questo aspetto rappresenta un importante elemento di innovazione che si è cercato di introdurre in questo Forum, superando i limiti di una informazione talvolta anche molto qualificata ma finalizzata all’evento.
Ho chiesto ai relatori di questa e delle altre sessioni uno sforzo del quale ringrazio di rinunciare alla presentazione di esperienze personali se non in un quadro il più possibile esaustivo dell’argomento trattato.
Il primo argomento di questa sessione affrontato da Marc Ellenberg riguarda l’utilizzo delle rotatorie in ambito urbano; la relazione ne descrive caratteristiche tecniche, ambiti di utilizzo, vantaggi e svantaggi presentando attraverso casi di studi valutazioni delle condizioni di traffico e di sicurezza stradale ante e post intervento.
Dalla relazione di Ellenberg emergerà come dalle numerosissime esperienze di rotatorie che dagli anni ’70 si sono realizzate in tutta Europa sia indubbio il miglioramento della sicurezza stradale, con alcuni problemi per la mobilità pedonale che ne possono limitare l’utilizzo in determinati contesti.
Vorrei però suggerire all’attenzione un altro tema legato al proliferare delle rotatorie nelle nostre città che riguarda gli aspetti estetici e di orientamento. Siamo consapevoli che gli interventi storici di rotatorie che nei secoli hanno legato la trama viaria avevano fortissima valenza simbolica ed estetica; siamo altresì consapevoli che anche oggi le rotatorie possono rappresentare l’occasione per realizzare elementi monumentali e comunque costituiscono punti di riferimento. La questione però riguarda proprio la realizzazione di molteplici e ravvicinati punti di riferimento delle rotatorie che possono creare disagio e disorientamento nell’automobilista e che possono fare perdere anche importanti significati prospettici di viali storici, che possono distogliere l’attenzione da interessanti panorami, che possono impedire di percepire la Città e l’orientamento in essa. Bisogna certamente comprendere se questi valori sono da preservare o se l’evoluzione della tecnologia, quale per esempio il navigatore satellitare, riconduce noi pochi romantici ad una visione museale della Città.
Il secondo argomento trattato da Massimo Percudani riguarda la moderazione del traffico; verrà evidenziata la necessità di un approccio integrato e verranno presentate alcune interessanti esperienze europee cercando di affrontare in modo esaustivo i diversi aspetti della tematica.
In particolare verranno descritti gli elementi che costituiscono la moderazione del traffico, verranno individuati i principali ambiti di applicazione, verranno confrontate le diverse normative e verranno presentati i risultati conseguiti in termini di riduzione degli incidenti e della gravità degli stessi.
Dalle diverse esperienze risulta evidente come la riduzione della velocità rappresenti la condizione essenziale per migliorare la sicurezza stradale: le “zone 30” sono ormai diventate anche in Italia una pratica diffusa (anche se in alcuni contesti urbani con forte presenza di pedoni e senza marciapiedi i 30 Km/ora, con la tolleranza ammessa dalla normativa, sono certamente eccessivi).
Dalle esperienze risulta altresì evidente che i limiti di velocità devono essere accompagnati da “misure fisiche” per poter essere rispettati. Purtroppo diverse “misure fisiche” normalmente adottate e certamente efficaci per limitare la velocità presentano problemi di inserimento ambientale; suggerirei una riflessione sulle possibilità di coniugare le esigenze tecnologiche di ridurre la velocità con le esigenze di preservare anzi di migliorare il contesto urbano e la sua percezione.
Il terzo argomento trattato da Isabella Steffan riguarda la mobilità dell’utenza debole; verrà in particolare affrontato il problema della mobilità pedonale con attenzione alle esigenze dei bambini. La relazione inizierà con alcuni cenni sulle normative internazionali e presenterà quindi significative esperienze, come ricerche, progetti e realizzazioni a favore della mobilità pedonale dell’utenza debole. Verrà affrontato il problema della compatibilità degli interventi con le esigenze di diversi profili di utenza disabile e non disabile. Particolare attenzione verrà data non solo alla soluzione del problema puntuale per l’utente debole ma a quello più complessivo della percezione della città e degli spazi, della riconoscibilità dei luoghi, della possibilità di orientamento. La relazione verrà completata con una proposta metodologica di studio per valutare la qualità dell’accessibilità pedonale per gli utenti deboli a spazi e servizi pubblici della città.
Il quarto argomento trattato da Alessia Galimberti riguarda la gestione dell’accesso ai centri urbani attraverso il road pricing; la relazione presenta le più importanti esperienze nel mondo a partire da Londra, Singapore e Oslo fino alla più recente e positiva esperienza di Stoccolma. Verranno presentate anche alcune iniziative italiane in particolare a Bologna, Genova e Bolzano.
Le diverse esperienze verranno analizzate con un approccio sistematico evidenziandone:
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finalità dell’intervento; |
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area interessata; |
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metodologia di accesso; |
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tecnologia adottata; |
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effetti sul traffico, sul trasporto pubblico e sulla mobilità in generale; |
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entrate finanziarie e loro utilizzo; |
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problemi di accettazione pubblica dell’intervento; |
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prospettive di sviluppo. |
Le più significative esperienze internazionali di road pricing evidenziano l’efficacia di questa tipologia di intervento per ridurre il traffico in città, con risultati del 18% di riduzione a Londra e di oltre il 20% a Stoccolma. Ci sono però molte resistenze in tutta Europa e in Italia in particolare per adottare il road pricing: la principale motivazione, almeno dichiarata, riguarda la mancanza di equità sociale di questa tipologia di interventi (chi ha i soldi e paga continua ad utilizzare l’auto privata). Ci potrebbero essere diverse argomentazioni contro questa motivazione a partire dalla congruità dei costi applicati nel road pricing con i costi comunque sostenuti per la mobilità con il mezzo di trasporto privato; pertanto la discriminante sociale risulta alquanto debole, soprattutto in quei contesti, quale a Bolzano, in cui i ricavi del road pricing ritornerebbero in gran parte a colui che paga. La situazione italiana presenta oltretutto delle caratteristiche anomale rispetto alle esperienze consolidate nel mondo che dovrebbero facilitare una decisione a favore del road pricing: nelle diverse città dove è stato applicato il road pricing il motivo primario dell’intervento non era l’emergenza ambientale, come sarebbe in Italia, ma la congestione piuttosto che la necessità di finanziare delle infrastrutture di trasporto. In Italia siamo invece nella situazione in cui la normativa vigente sull’inquinamento dell’aria impone alle pubbliche amministrazioni interventi, quali le targhe alterne o il blocco del traffico, che certamente non hanno nessuna logica nel dominio dei trasporti e che, negando il diritto alla mobilità a coloro che non hanno un’alternativa nel trasporto pubblico, sono certamente “più iniqui” del road pricing che assegna un costo ambientale all’uso dell’auto privata ma non ne impedisce l’utilizzo in particolare a chi non ha alternative.
dell’auto privata ma non ne impedisce l’utilizzo in particolare a chi non ha alternative. In Italia è pertanto necessario far chiarezza innanzitutto sulla necessità di ridurre il traffico ai fini ambientali: se le misure da adottare devono rappresentare misure strutturali, permanenti ed efficaci e non solo degli obblighi istituzionali di dimostrare di affrontare il problema dell’emergenza, allora in questo caso il road pricing rappresenta una misura senza dubbio efficace nell’immediato e nel futuro, flessibile in funzione della gravità dei problemi ambientali da affrontare e sostenibile.
| 1° PARTE |
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9.30 - 10.00 |
Il buon utilizzo delle rotatorie, di Marc Ellenberg, direttore CERTU |
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10.00 - 10.30 |
La moderazione del traffico, di Massimo Percudani, CST Milano |
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10.30 - 11.00 |
La mobilità degli utenti deboli, di Isabella Tiziana Steffan |
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11.00 - 11.30 |
Accesso ai centri urbani attraverso il road pricing: esperienze significative, di Alessia Galimberti |
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11.30 - 11.45 |
Coffee break |
| 2° PARTE |
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11.45 - 12.00 |
Pianificazione strategica e pianificazione della mobilità: il caso "La Spezia", di Bernardo Vatteroni |
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12.00 - 12.15 |
COST 349 – Accessibilità agli autobus interurbani ed a lunga percorrenza, di Cristina Pizarroso Lopez, Bestgroup Srl |
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12.15 – 12.30 |
Pedaggio urbano – sfide politiche, legali e tecniche di un´implementazione di successo, di Viktor Hatwagner, Kapsch TrafficCom AG |
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