La politica della Moderazione del Traffico, dopo una certa iniziale e diffusa diffidenza sia da parte degli Amministratori, sia da parte dei Cittadini, è entrata ormai a pieno titolo anche in Italia, nella cultura tecnica della progettazione stradale, al punto tale che i Piani Urbani del Traffico delle ultime generazioni non raramente la sviluppano per definire interi scenari strategici di intervento.
Oggi si abusa addirittura del termine Moderazione del Traffico, ed è spesso evidente che coloro che lo utilizzano hanno opinioni diverse sul suo preciso significato; questa situazione può creare una serie di problemi, specialmente quando si ripongono eccessive o strumentali aspettative sui benefici indotti dalla realizzazione di interventi di “traffic calming”.
La tecnica della Moderazione del Traffico attraverso i suoi progetti ha imposto i principi di leggibilità della strada, cioè di rendere percepibile ai diversi utilizzatori della strada le diverse funzioni e i diversi modi di utilizzare gli spazi all’interno dei quali si muovono.
La tecnica ha puntato a coniugare simultaneamente aspetti progettuali appartenenti a tre diversi livelli: la leggibilità della strada e dell’ambiente, o la comprensione dei luoghi e delle abitudini, la qualità o l’estetica, e le modalità di guida o le caratteristiche geometriche.
I criteri progettuali posti sin dall’inizio alla base di questa nuova visione culturale e tecnica della mobilità urbana e quindi degli spazi urbani sono: l’utilizzo di elementi a forte connotazione urbana (arredo, segnaletica, vegetazione, documentazione per percorsi decisionali partecipati, sistemi di illuminazione, materiali stradali colorati e innovativi), l’inserimento degli interventi in una visione integrata della composizione urbana, e l’impiego di dispositivi tecnici innovativi (attraversamenti pedonali rialzati, restringimenti carreggiata, chicanes, cuscini berlinesi, mini rotatorie, ecc.).
L’applicazione della politica di Moderazione del Traffico si è caratterizzata nel tempo, specialmente all’estero, per il monitoraggio scientifico delle sue applicazioni. La valutazione degli effetti indotti viene generalmente effettuata utilizzando indicatori facilmente rilevabili prima e dopo gli interventi, sia attraverso l’osservazione dei fenomeni, sia attraverso indagini con interviste: misure di velocità, conteggi di traffico, analisi dell’incidentalità e dei suoi verbali, localizzazione dei sinistri, tempo di attesa dei pedoni, tempo di attesa dei veicoli.
L’intervento programmato in questa Sessione non ha naturalmente l’ambizione di esaurire l’argomento, ma si propone di fornire su questo importante tema oltre ad alcuni elementi informativi ormai entrati comunemente nel dibattito tecnico – amministrativo, utili per chiarire finalità, caratteristiche, ambiti e modalità di applicazione, e livelli di accettazione degli interventi di Moderazione del Traffico, anche i dati sulla relazione forte tra sicurezza e moderazione del traffico, sui successi conseguiti in alcuni casi reali, e sull’analisi comparativa di alcune delle principali normative europee a cui è possibile fare riferimento in attesa che la legislazione italiana colmi questo pericolosissimo vuoto.
L’intervento infine descriverà l’importante ruolo svolto dai materiali nell’applicazione di questa tecnica del traffico, presentando alcuni dei prodotti tecnologicamente più evoluti che si sono dimostrati particolarmente efficaci nell’attuare i principi e i criteri contenuti negli interventi di Moderazione del Traffico, e si concluderà con l’individuazione di alcuni suggerimenti pratici e immediati per le Amministrazioni Pubbliche che si chiedono “cosa fare e come fare” per avviare un progetto di Moderazione del Traffico integrato, funzionale alla risoluzione di problemi reali, e coerente con la pianificazione di settore. |