Tutti sono pedoni, prima di diventare eventuali automobilisti, motociclisti, ciclisti. Fruire di una rete pedonale sicura ed agevole interessa tutti, noi utenti pedoni le cui esigenze sono variabili a seconda dell’età, delle abilità fisico-sensoriali, del personale approccio psicologico e culturale.
Utenti deboli sono tutti, in alcune fasi della vita:sono da considerare non solo i bambini, ma anche le persone anziane e disabili e comunque tutte quelle che si trovano in una condizione personale tale da rendere più complessa la loro mobilità da un luogo ad un altro.
In questa categoria vanno inclusi ad esempio anche gli stranieri (con difficoltà di orientamento e di comprensione della segnaletica locale).
La loro interazione con l’intorno e la rete veicolare può essere particolarmente problematica se la progettazione non ha tenuto conto del maggior numero di variabili che entrano in gioco: non si tratta solo di mobilità ma anche di orientamento e sicurezza, e non è possibile pensare alle esigenze e soluzioni progettuali ad hoc per una categoria di utenti senza pensare alle ricadute che tali soluzioni possono avere sulle esigenze di altre categorie di utenti.
Le misure per la moderazione del traffico favoriscono in genere la mobilità degli utenti deboli; non sempre forniscono risposte esaustive alle diverse esigenze di mobilità e sicurezza con adeguate caratteristiche progettuali: i punti critici ad esempio sono le tipologie di attraversamenti adottate.
Si presenteranno alcuni metodi di lettura della qualità dei percorsi pedonali, in termini di compatibilità con le diverse esigenze degli utenti, citando alcuni esempi nazionali e stranieri, e una proposta di approccio metodologico di studio. |