MOBILITY SHOW 2006 - Sessione D
"PIANIFICAZIONE STRATEGICA E PIANIFICAZIONE DELLA MOBILITA’ - IL CASO 'LA SPEZIA' "

Bernardo Vatteroni
coordinatore della Commissione Mobilità del Piano Strategico della Spezia

Un nuovo strumento di pianificazione, il Piano Strategico, si sta diffondendo in Europa e, oggi, anche in Italia ( RECS, la rete delle città strategiche, sta ampliandosi…Firenze, La Spezia, Torino, Trento, Catania, Terni Perugia, Verona, Venezia, Cuneo, Pesaro….). Il Piano Strategico è uno strumento idoneo a governare una società sempre più complessa e differenziata, a fissare missioni,obiettivi,strategie di una città; è di grande utilità soprattutto quando sono presenti forti esigenze di discontinuità e di cambiamento delle abitudini e, dunque, di forte condivisione.
Il ruolo e lo sviluppo della città e dei territori si basano prima di tutto sulla capacità dei soggetti locali di cooperare per avviare percorsi di sviluppo condivisi che mobilitino le risorse e le competenze locali presenti e che siano in grado di integrare e coinvolgere, a livello di programmazione e di finanziamento i livelli superiori di governo. Per intervenire e dotare il territorio di nuove occasioni di sviluppo e di attrazione di risorse, è necessario attivare un sistema di governance che consenta di mettere a fattore comune , tutte le forze sociali ed economiche che operano sullo stesso.
Avviando e sviluppando un processo di pianificazione strategica, alimentato e implementato da un continuo e sistematico processo di monitoraggio e valutazione, gli Enti Locali non solo riescono a definire le visioni di un futuro desiderabile e credibile per la città, a individuare le direttrici, i percorsi verso questo futuro, a innescare un processo continuo di produzione di progetti , ma anche a costruire un progetto condiviso di città e un processo partecipativo in cui tutti si assumono responsabilità , a mettere a sistema i vari attori presenti sul territorio,ad avviare un gioco a somma positiva tra gli interessi in campo , a favorire l’integrazione e il patto tra il pubblico e il privato.
Il Piano Strategico non è il Piano dell’Amministrazione,non il Piano per la città, ma il Piano della città.
Fare pianificazione strategica significa sperimentare modelli di decisione pubblica partecipata ,dispiegare una nuova cultura politico-amministrativa fondata sulla responsabilità e sulla distinzione dei ruoli,ma soprattutto sulla cooperazione e sulla condivisione degli obiettivi da parte di istituzioni, da parte degli attori economici e sociali, da parte dei cittadini.

La Spezia aveva bisogno di un cambiamento di pelle . Colpita dalla deindustrializzazione come poche altre città , ha sofferto una progressiva diminuzione della popolazione,di un elevato tasso di disoccupazione,di uno sviluppo inferiore a quello della regioni vicine. Il Piano Strategico ha permesso la costruzione di una visione di medio lungo termine del futuro della città, basata sulle grandi potenzialità inespresse (posizione,tradizione industriale,ambiente naturale,professionalità esistenti,forte rete di solidarietà).

I lavori del Piano vedono, quali coprotagonisti, Comune della Spezia e Provincia, che hanno scelto di dar vita ad un percorso condiviso di pianificazione, coerente con gli strumenti pianificatori esistenti; ciò nasce dalla necessità di favorire la creazione di un organico sistema di scelte territoriali e dalla consapevolezza che solo in un contesto di area vasta ,solo con una progettualità di comprensorio, si possono dispiegare pienamente tutte le potenzialità presenti .

Qualche cenno sull’impianto organizzativo e sulle fasi del Piano.
Prima la fase preparatoria,delicata ,impegnativa ,decisiva: analisi critiche dell’ esistente e dei nessi tra economia, territorio, ambiente, politiche sociali, formative, culturali, ma anche conoscenza delle tendenze, delle pulsioni, delle aspirazioni dei cittadini; poi i Fori di discussione su Sviluppo economico,Welfare,Capitale Umano,Ambiente; i Fori hanno elaborato il documento di lavoro per il piano strategico, dando voce anche ai cittadini (sito internet, infopoint..).
La consegna del documento alla città è avvenuta nella Conferenza dal titolo significativo”verso il Piano Strategico della Spezia” quindi, la formazione di una struttura organizzativa :il Consiglio ,il Segretariato,il Coordinatore, la Direzione Generale (con i principali dirigenti di Comune e provincia,e con i coordinatori di piano e di commissione), le Commissioni e i Gruppi di lavoro e di concertazione (con il coinvolgimento di attori pubblici e privati, istituzioni, associazioni e cittadini), che hanno dibattuto ,proposto,condiviso scenari,linee strategiche,progetti e azioni.
Con questo metodo si sono definite le quattro visioni di un futuro desiderabile e credibile per la città

1. La riscoperta del mare
2. La valorizzazione di antiche e nuove vocazioni produttive
3. La crescita di una comunità locale consapevole, attiva e solidale
4. L’integrazione della Spezia nel comprensorio e nel contesto europeo.


Con questo metodo si sono individuate sette linee strategiche che rappresentano ambiti integrati di azione sulla base dei quali sono state costruite soluzioni più specifiche in termini di azioni e progetti

1. Promuovere la qualità urbana e l’equilibrio ambientale
2. Puntare sul turismo come natura,cultura,industria e servizi
3. Potenziare la filiera logistica integrando porto e aree retroportuali e potenziando il sistema infrastrutturale di scala vasta
4. Rilanciare e articolare l’apparato industriale
5. Rafforzare le eccellenze culturali
6. Progettare i quartieri con gli abitanti
7. Costruire la città solidale


Con questo metodo si sono individuate 8 aree di sviluppo progettuale

1. Fronte a mare
2. Aree per l’apparato produttivo e commerciale
3. Offerta e promozione turistica
4. Sistema della mobilità
5. Ambiente
6. Welfare
7. Formazione, università, mercato del lavoro
8. Governo partecipato


Tra di esse la questione della mobilità, trasversale a tante altre questioni ( dai diritti di cittadinanza alle infrastrutture, dal sistema urbano all’ambiente, all’identità del territorio, dallo sviluppo delle imprese alle nuove professionalità , all’occupazione) è giustamente collocata quale questione di grande rilevanza per i grandi numeri (spostamenti, consumi risorse non rinnovabili,costi…), per la complessità della domanda, per essere fattore decisivo per lo sviluppo e per la qualità del territorio e della vita individuale, per la grande attenzione delle politiche comunitarie.

Su queste aree, dunque, attraverso l’impegno e l’attività di altrettante Commissioni di lavoro, aperte a tutti, si è innescato un processo continuo di:
individuazione di progetti strategici, condivisi, e definizione dei loro aspetti principali (contenuti, risultati attesi, attori, risorse, tempi, fattibilità, criteri di monitoraggio);
stipula di patti, intese, convenzioni, per avviare le fasi della progettazione vera e propria, nei vari stadi successivi, e , a seguire, per la loro realizzazione e gestione dei progetti,
monitoraggio e valutazione ai fini di un sistematico e tempestivo adeguamento ai mutamenti e alle nuove esigenze.

La IV Commissione ha affrontato il tema della mobilità a 360° ( Infrastrutture, Infrastrutture Metropolitane, Sistema della Mobilità ) con un’ intensa attività che ha impegnato tutto il 2004, articolandosi in gruppi di lavoro e alternando riunioni plenarie a incontri tematici. Hanno contribuito ai lavori circa 150persone, in rappresentanza delle Istituzioni ( Comuni, Provincia, Parchi, Autorità Portuale, Circoscrizioni ) , delle Associazioni dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, dei Sindacati dei lavoratori, degli Ordini Professionali, di Associazioni di cittadini, di ambientalisti,di disabili, culturali, di Imprese di servizi locali, di operatori del trasporto e della sosta, di Società quali le FS, Telecom, Le Poste, la Salt…..

La filosofia della pianificazione strategica, l’impianto generale del Piano e la sua progressiva evoluzione, la sua struttura organizzativa e i metodi di lavoro, l’intensità del lavoro della Commissione e dei Gruppi di lavoro tematici, la varietà e qualità della partecipazione e la ricchezza e originalità dei contributi alla discussione, i momenti di scambio tra le varie Commissioni, hanno prodotto, quale risultato, linee e contenuti del “ Piano Strategico della Mobilità “di persone e merci nella città della Spezia e nella sua Provincia. Questi gli elementi significativi del Piano:


gli Obiettivi di ordine superiore, strettamente intrecciati, che il nuovo sistema della mobilità, di elevata sostenibilità,sia ambientale,che economica e sociale, persegue
l' inserimento della Spezia nello scenario di sviluppo infrastrutturale e del sistema dei trasporti nazionale ed europeo;lo sfruttamento della sua posizione di crocevia, di nodo strategico tra Mediterraneo ed Europa; lo sviluppo del suo sistema delle relazioni con il nordest, il nordovest, il sud.
la crescita della qualità urbana e dell’equilibrio ambientale, necessari alla crescita di una comunità locale consapevole,attiva e solidale , punto di forza per la nuova città.


la serie di Logiche emerse dal confronto, condivise, seguite che hanno improntato lo sviluppo del Piano:
una logica di centralità della domanda, da sostituire alle troppo spesso seguite politiche dell’offerta , con un nuovo , forte, orientamento al “ cittadino-consumatore” ;
una logica di integrazione della mobilità con i piani territoriali e i piani dei tempi e degli orari della città: il “progetto del sistema di trasporto”, ,è opportuno sia correlato con la pianificazione e le scelte operate da ogni Piano e da ogni Programma urbanistico di sviluppo di insediamenti industriali, commerciali,artigianali,di promozione turistico/ricettiva e di riqualificazione di zone urbane,centrali e periferiche
una logica di sistema. I piani di azione devono basarsi su un insieme organico e integrato di investimenti e soluzioni organizzative,da attuare secondo un calendario di medio e lungo periodo,parallelamente all’attuazione, man mano che si rendono possibili, di interventi e di misure per il breve termine, di razionalizzazione dell’offerta e di gestione della domanda Non solo investimenti(infrastrutture ,impianti,tecnologie,veicoli), ma anche innovazioni organizzativo-gestionali; non solo trasporto privato,individuale,ma anche servizi collettivi , non solo lavori stradali ma anche regolazione della circolazione e traffico, non solo politiche del trasporto pubblico, ma anche della sosta; non solo parcheggi, ma anche politiche,regole,tariffe, servizi per chi della sosta ha bisogno ( residenti, pendolari, visitatori); tariffe non solo della sosta, ma un sistema tariffario integrato che comprenda sosta, accesso ad aree e strade,t.p.l
una logica di area vasta con l’estensione del progetto del sistema di trasporto ad una area che comprenda più Comuni limitrofi; i problemi di un comune, di un quartiere spesso si risolvono se si interviene anche in un altro comune ,in un altro quartiere;
una logica di riequilibrio modale e di intermodalità , da perseguire con misure per la regolazione e gestione domanda di mobilità, per la moderazione del traffico e la limitazione della circolazione, il Road Princig e le strategie della sosta; per lo sviluppo e la priorità del Trasporto Pubblico e dei modi non inquinanti, il car shering e i car pooling, per il miglioramento e la razionalizzazione della rete di trasporto pubblico e l’aumento della sua efficienza , capacità,qualità e rispondenza alle esigenze,integrazione con le altre modalità , flessibilità;
una logica di pianificazione partecipata: il coinvolgimento, la ricerca della condivisione non è solo esaltare uno stile di governo basato sulla coerenza , la trasparenza, l’ efficienza, ma anche elevare i requisiti di fattibilità di progetti che puntano a invertire tendenze, che comportano un qualche cambiamento di abitudini, che cercano soluzioni di equilibrio e di mediazione tra interessi spesso divergenti;


i Progetti Strategici, sistemati attorno a 4 direttrici, definiti nei loro aspetti principali (contenuti, risultati attesi, attori, risorse, tempi, fattibilità, criteri di monitoraggio) :
M.1 - ADOTTARE E SVILUPPARE NUOVI E PIU’ EFFICACI STRUMENTI DI GOVERNO DELLA MOBILITA’ LOCALE
M.1.1.-Il modello organizzativo per la pianificazione integrata e partecipata del sistema della mobilità provinciale : la direzione strategica, la segreteria tecnica, l’ osservatorio della mobilità, il sistema informativo della mobilità, gli uffici di piano di settore la realizzazione di una infrastruttura tecnologica,nelle sue varie componenti
M.1.2.- Gli strumenti di gestione della domanda di mobilità : la rete dei Mobility Manager ( di area provinciale, di area comunale,di quartiere, di azienda…)per sviluppare e coordinare le tecniche e gli strumenti di gestione della domanda di mobilità ;
M.1.3.- Gli strumenti tecnologici : un’infrastruttura telematica e informatica per attuare politiche integrate di gestione e controllo della mobilità e di ausilio alla gestione dei vari aspetti della mobilità e del trasporto collettivo( i sistemi per la gestione del traffico veicolare ;i sistemi per il monitoraggio ambientale; i sistemi di localizzazione e monitoraggio delle flotte di veicoli;i sistemi per la gestione integrata dei parcheggi;i sistemi per l’informazione ;i sistemi per l’addebito automatico; i sistemi per i servizi flessibili,a chiamata…).
M.2 - MIGLIORARE I COLLEGAMENTI E L’APERTURA DEL SISTEMA TERRITORIALE LOCALE CON IL NORD-EST, IL NORD-OVEST, IL SUD ATTRAVERSO IL POTENZIAMENTO DEL SISTEMA INFRASTRUTTURALE FERROVIARIO, STRADALE, PORTUALE
M.2.1.-Il completamento del Corridoio Tirreno-Brennero autostradale e ferroviario ( la Pontremolese);
M.2.2.-L’adeguamento della Ferrovia Tirrenica;
M.2.3.-Il completamento del percorso dell’Aurelia per favorire i collegamenti Val di Magra e l’Area vasta costiera della Toscana, la Lunigiana, il Pontremolese e il Parco delle Cinque Terre; · M.2.4.-La realizzazione della terza corsia autostradale sulla tratta Sarzana-Viareggio;
.2.5.-Lo sviluppo delle strutture portuali e retroportuali con il distripark di Santo Stefano.
M.3 - RIEQUILIBRARE LA RIPARTIZIONE MODALE CREANDO ALTERNATIVE ALLA CIRCOLAZIONE SU GOMMA
M.3.1.-L’attuazione di un servizio di Ferrovia Urbana Veloce di collegamento della città della Spezia con la Val di Magra, con l’area vasta toscana,con la Lunigiana e il Parco delle Cinque Terre, in stretta connessione con la realizzazione della nuova stazione passeggeri di Valdellora; con le importanti aree di trasformazione urbana della Spezia(area IP),Sarzana(via Muccini),S.Stefano(Sirma); con la riqualificazione di tutte le stazioni minori.
M.3.2.-La realizzazione di un sistema di Servizi Marittimi di collegamento ,non solo turistico, tra tutti i centri del Golfo della Spezia, dotati di infrastrutture per l’approdo integrate con il più generale sistema di Trasporto Pubblico Locale.
M.3.3.-L’adeguamento dell’Aereoporto di Luni per lo sviluppo del traffico civile e la creazione di un sistema di elisuperfici per un servizio-elicotteri rivolto alle emergenze, al turismo,al trasporto-merci.
M.3.4.-L’introduzione di sistemi di trasporto ( funivie,ascensori,scale mobili) a supporto della mobilità pedonale : la funivia del Telegrafo ; la riqualificazione delle scalinate tra il Centro e la Zona Alta della Città;
M.4 - RENDERE PIU’ SOSTENIBILE LO SCENARIO DELLA MOBILITA’ SU GOMMA
M.4.1.- Lo sviluppo dei servizi flessibili ( a chiamata) nel sistema di trasporto pubblico locale, per avvicinare l’offerta alla domanda di mobilità .
M.4.2.-L’estensione della filovia nell’area urbana spezzina e l’impiego di veicoli innovativi,a trazione elettrica, nei collegamenti con Lerici e Portovenere.
M.4.3.-La realizzazione e la gestione integrata di una rete di parcheggi di interscambio, di prossimità, pertinenziali, adeguati, per numero e localizzazione, all’esigenza di favorire l’interscambio con i servizi ferroviari,marittimi,filoviari, di rendere più accessibile la Città, di regolare la circolazione delle automobili,di sviluppare la mobilità ciclopedonale, di ridurre la sosta di superficie.
M.4.4.- La regolazione della distribuzione delle merci nell’area urbana, attraverso piattaforme logistiche, nuove tecnologie, misure per la regolamentazione degli accessi,della aree di scarico,degli orari
M.4.5.- Lo sviluppo dell’impiego del gas naturale nella trazione, attraverso l’incremento, nel parco automobilistico circolante, della quota dei veicoli a metano e la realizzazione di nuove stazioni di rifornimento.


l risultato dell’attività di pianificazione strategica su descritta è nitido, assai dettagliato, molto condiviso Disegno Globale del Sistema della Mobilità , che può rappresentare la solida base per arrivare nel breve termine a dotare gli Enti Locali spezzini( Comune capoluogo, Provincia, aggregazioni dei Comuni del Golfo, della Val di Vara, della Riviera, della Val di Magra) di quel fondamentale strumento di pianificazione e di governo della mobilità che può essere il Piano Urbano della Mobilità,ai sensi dell’articolo 22 della legge 340/2000, per soddisfare i bisogni di mobilità,risanare e riqualificare l’ambiente, migliorare la qualità del trasporto,aumentare la sicurezza,sviluppare le imprese e l’economia.

Questo è, in effetti, l’obiettivo immediato delle attività in corso:
da una parte i patti e le intese tra Istituzioni Locali ( Provincia, Comuni, Parchi, A.P.) per definire ruoli, organizzazione, metodi,piani di lavoro, utilizzo delle Società a capitale pubblico (prima di tutto di ATC spa, ex municipalizzata ed ex consortile ) per avere nel breve termine Piani della Mobilità per ogni area omogenea , coordinati ed integrati nel Piano Provinciale della Mobilità, cui incardinare gli strumenti di governo del breve periodo ( piani del traffico e della sosta) e comunque ogni attività in materia di mobilità e trasporti;
dall’altra la ripresa dei lavori della Commissione , coinvolta sul tema del monitoraggio del Piano Strategico (monitoraggio dei progetti; monitoraggio degli obiettivi/risultati, monitoraggio dei processi di partecipazione e di cooperazione).
E’ una ripresa dell’attività che ha il significato di un coinvolgimento permanente della città nel macroprocesso di pianificazione e controllo della mobilità, con l’effetto di diffondere e sviluppare sempre più quella cultura della pianificazione indispensabile per affrontare correttamente le criticità presenti, individuando soluzioni durevoli, non illusorie, secondo il principio del miglioramento continuo.

E’ in questa direzione che l’esperienza della Spezia potrebbe costituire un utile contributo , anche con riferimento concreto alla necessità di dare, da parte del Governo e delle Regioni, sbocchi operativi alle intuizioni normative della legge 340/2000, riportando l’attenzione dalle grandi opere agli strumenti di pianificazione integrata ( con la dimensione della sostenibilità esplicitamente considerata), con i finanziamenti a sostegno non più per opere, ma per obiettivi; la componente infrastrutturale è ovviamente fondamentale per l’adeguamento del sistema dei trasporti, ma non è sufficiente, anzi, le altre componenti ( la regolazione, la gestione, la comunicazione..) , mentre sono in grado di dare risposte più tempestive alle urgenze, preparano anche il contesto favorevole affinché l’infrastruttura,una volta realizzate, produca i massimi ritorni.

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